Franz Kafka – Il prossimo villaggio // SevenStones

Qui puoi trovare il testo del racconto in caso tu non l’abbia letto.

Il primo racconto di cui voglio parlarti è Il prossimo villaggio, pubblicato nella raccolta di Racconti dell’amico Kafka “Un medico di campagna”.

Franz Kafka (1883-1924) czech writer c.1910. (Photo by Apic/Getty Images)

Il racconto è molto criptico e quasi indecifrabile. Ad un primo impatto l’affermazione pronunciata dal nonnino del piccolo Frankie sembra senza senso ma in realtà offre molteplici spunti di riflessioni. Quello che l’autore intende sottolineare secondo me e la futilità della vita umana e l’inutilità disarmante dei ricordi che accumuliamo. Non adoperandone nessuno, lasciandoli a fare la polvere nella mente, si accavallano fino a divenire inesistenti e totalmente privi di volume.

Il prossimo villaggio potrebbe essere infinitamente lontano, potrebbe non esserci un prossimo villaggio ma il solo fatto di partire con la sola certezza di una vita breve e facilmente dimenticabile rende il viaggio eterno e stancante, tanto da scoraggiare il viaggiatore a intraprenderlo. Noi ci prefiggiamo obiettivi che ci tengano in vita, ma quello che l’amabile nonno vuole farci sapere è che a volte, una vita condotta comunemente non ci è sufficiente per raggiungerli.

Il prossimo villaggio è il prossimo luogo da raggiungere, la Mecca che vogliamo conquistare ma che, vista l’altezza, ci costringe immobili a scrutarne i bordi, i confini che, una volta arrivati in prossimità di essi, ci paiono irraggiungibili.

La strada per il prossimo villaggio è eternamente lunga e cavalcando si protrae per infinite vite. Non si può vivere comunemente. Non si deve vivere comunemente, per raggiungere il prossimo villaggio.

Per raggiungerci.

Ciao. Accomodati pure.

Se sei giunto qui è perché hai letto un racconto che non hai capito e, magari, vorresti saperne di più. Oppure sei solo intellettualmente curioso (ti faccio i miei complimenti in tal caso, e vuoi ampliare la tua cultura con le parole di alcuni dei letterati più importanti della storia della letteratura stessa. Sei nel posto giusto: qui puoi confrontare le idee partorite dalla tua mente più o meno limitata con quelle di un genio in erba della letteratura, libero pensatore, che potrà indirizzarti sulla via necessaria per comprendere gli scritti che più ti appassionano.

Ti esorto a commentare se la pensi come me, a insultare me e la mia famiglia se pensi che abbia torto, oppure a goderti semplicemente le parole di un prodigio.

Sappi che l’infermiera in copertina sta giocando a cricket con le teste dei pazienti, e la cosa mi diverte abbastanza.

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Non essere timido.

Divertiti.